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La
verità non è data a nessuno, si conquista e si crea: nel contempo è
scoperta e invenzione.
Attraverso la presa di coscienza che la vita contiene nel proprio grembo
il dramma come elemento fondamentale, così come la gioia e la
meraviglia, e che questa verità elementare è solo estremamente
difficile da accettare, credo di aver superato la drammatica visione
delle contraddizioni più brucianti dell’esistere.
Ritrovando e portando alla luce i fossili dei miei amori -dolori
ancestrali, e perciò profondi e comuni a tutti gli uomini, mi sono
liberato man mano delle forme anatomiche per avventurarmi alla ricerca
delle leggi fondamentali che determinano il sedimentarsi sia dei
pensieri (sculture della mente) che delle concrete forme materiali.
Affascinato dal mirabile divenire delle forme delle conchiglie, dalla
loro geometricità e dalla matematica che sottende tanta stupefacente
bellezza, è arrivato per me il momento di cimentarmi nella costruzione
“per quanti di materia” di nuove sculture.
Sovrapposizioni di strati come sedimenti materico-mentali che riescono a
comporsi nel tempo per dare vita al tutto tondo; cavità sinuose e
interne, altrimenti irrealizzabili, appaiono costruendosi, strato dopo
strato.
Curve matematiche dalle fredde equazioni, variamente composte e
fantasticamente interpretate nelle loro reciproche posizioni, danno vita
ad oggetti vibranti di cui non si intravvedono l’inizio e la fine;
senza una base di appoggio privilegiata: quasi a significare che, in
un’epoca di viaggi spaziali, anche la gravità può essere superata.
Mi
piace pensare alle ultime sculture come a “strani oggetti vaganti
nello spazio” ruotanti su se stessi in una dimensione in cui i
concetti di “alto” e “basso”, “dentro” e “fuori” sono
totalmente privi di significato.
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